La nuova centralità dei Paesi tropicali: oltre il Sud globale

La transizione energetica potrebbe trasformare la fascia tropicale nel nuovo centro energetico del pianeta. Per questo motivo potrebbe essere utile riconsiderare anche il modo in cui si descrivono queste regioni del mondo, andando oltre il concetto di Sud globale e rivalutando il termine Paesi tropicali.
L’energia elettrica sta assumendo un ruolo sempre più importante in molti ambiti, dai trasporti all’industria, dall’estrazione e lavorazione delle materie prime fino allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. In questo contesto la disponibilità di energia rinnovabile a basso costo può cambiare profondamente le dinamiche economiche, con effetti positivi sulla qualità della vita delle persone e benefici per imprese di ogni dimensione.
Le regioni tropicali e subtropicali, pur con differenze significative legate alle diverse condizioni geografiche e climatiche, si prestano particolarmente bene alla produzione di energia rinnovabile tramite il solare, l’idroelettrico, la biomassa e il vento, in particolare gli alisei. Questo potenziale può incentivare le produzioni locali, rendere più attrattivi gli investimenti in grandi data center e rendere più conveniente, sia dal punto di vista economico sia ambientale, trattare e raffinare i materiali vicino ai siti di estrazione.

Andare oltre il Sud globale

Per sfruttare il potenziale esistente servono però importanti investimenti a lungo termine in molti ambiti. Diventano quindi determinanti la disponibilità di capitale, la fiducia nel sistema nazionale, la stabilità, la sicurezza e la presenza di manodopera qualificata. L’utilizzo del termine Sud globale e di altri come paesi in via di sviluppo danneggia l’immagine di queste nazioni, perché queste espressioni sono frutto di una logica di contrapposizione e di subalternità rispetto al Nord globale. La dimostrazione più evidente di questa situazione è il fatto che una gran parte delle nazioni incluse nel Sud globale si trova nell’emisfero nord.

L’attuale uso del termine Tropicale

Per uscire da queste logiche può essere utile adottare termini alternativi. Uno di questi potrebbe essere Paesi tropicali. Il termine Paesi tropicali è usato in contesti limitati, perlopiù come riferimento climatico e geografico, come nel turismo, nella medicina, nell’ambiente e nell’agricoltura, nell’ambito della tradizionale distinzione tra zone tropicali, subtropicali, temperate e polari.
La fascia tropicale è l’area compresa tra il Tropico del Cancro e il Tropico del Capricorno, a circa 23 gradi di latitudine nord e sud. In questa regione il sole raggiunge la posizione verticale almeno una volta all’anno. All’estremo opposto si trovano le zone polari, oltre i 66 gradi di latitudine, dove per almeno un giorno all’anno il sole rimane visibile anche a mezzanotte. Tra queste due aree si collocano le regioni subtropicali, i cui confini non sono definiti con precisione ma vengono generalmente collocati tra i 35 e i 40 gradi di latitudine.

World map with the intertropical zone highlighted in crimson

Questa immagine indica in rosso la zona dei tropici e le linee tratteggiate in rosso indicano i 35 gradi di latitudine nord e sud. (Cortesia di Wikipedia Tropical)

Riferimento al potenziale economico

La gran parte dei paesi del Sud globale fa parte dell’area tropicale e subtropicale. Sarebbe quindi da considerare la possibilità di riferirsi a questi paesi usando il termine Paesi tropicali, che corrisponde a una precisa area geografica. Si renderebbe esplicito che questi paesi si trovano al centro della fascia tropicale del pianeta e non in una posizione percepita come subalterna.
Nonostante questi paesi si trovino su continenti diversi e presentino molte differenze, hanno anche molti elementi comuni. L’uso del termine tropicale aprirebbe inoltre la possibilità di mettere in evidenza quelle caratteristiche geografiche, legate al fattore dell’insolazione e alla produzione di energia elettrica, che assumono sempre più rilevanza economica, così come i vantaggi in termini produttivi. Un uso più ampio del termine Paesi tropicali potrebbe anche stimolare ricerche specifiche su queste potenzialità e favorire la nascita di corsi accademici dedicati a queste regioni in un numero maggiore di ambiti.

Valore identitario e politico

Anche l’aspetto identitario potrebbe rivelarsi promettente. Infatti, i paesi tropicali rappresentano un elemento fondamentale della biosfera terrestre, con vaste foreste pluviali e un patrimonio straordinario di biodiversità. Pur trovandosi su continenti diversi, condividono diverse caratteristiche e affrontano problemi simili, come quelli legati al riscaldamento climatico. Questi territori sono importanti anche dal punto di vista storico, culturale, politico e sociale. È infatti attorno all’equatore che si è sviluppata ed è cresciuta la specie umana. Nelle popolazioni locali è presente un patrimonio di conoscenze, esperienze e tradizioni estremamente prezioso per il mondo intero.
La transizione energetica potrebbe trasformare la fascia tropicale nel nuovo centro energetico del pianeta. Rivalutare il termine “Paesi tropicali” non è quindi solo una questione linguistica, ma anche un modo per riconoscere il ruolo economico e politico che queste regioni potrebbero assumere nel futuro.