Magro destino
Ancora pochi mesi e, forse, finirà l’anomalia storica per cui i Confederati sostengono in modo molto generoso il Ticino tramite una ripartizione del canone radiotelevisivo favorevole alle minoranze linguistiche.
L’8 marzo 2026 si voterà sull’iniziativa “200 Franchi bastano” che, se accettata, svuoterà la RSI e, proprio nel pieno della rivoluzione dell’AI, relegherà il Ticino al suo secolare ruolo di secondo rango. Ne risulterà una Svizzera ancora più divisa e fragile. Non è semplice, anche di fronte ai recenti avvenimenti, cogliere la centralità del settore dei media e l’importanza di avere una RSI ben finanziata, rinnovata e ricentrata.
È un’epoca di cambiamenti impegnativi e non ci si deve stupire se emergono atteggiamenti rinunciatari. Sono alcuni rappresentanti del Ticino a Berna i primi firmatari e promotori dell’iniziativa. Nel caso, resterà nella storia che siamo stati noi ticinesi ad avere scelto questo magro destino. Saremo ricordati come la generazione che ha perso la sfida della digitalizzazione e, ovviamente, come per le casse malati, le famiglie ticinesi finiranno per spendere più di tutte le altre in Svizzera.
Le future generazioni ci rinfacceranno di non avere lasciato il tempo alla RSI per riformarsi, di non avere sostenuto lo strategico e promettente settore dell’audiovisivo ticinese, di avere causato la perdita di migliaia di posti di lavoro qualificati, indebolito pericolosamente il Festival del Film di Locarno e distrutto la principale vetrina di promozione della nostra cultura, del turismo e dei prodotti ticinesi.
Pubblicato su La Regione il 16 dicembre 2025