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domenico.zucchetti's blog

Assicurazioni lavorative personalizzate

Attualmente le assicurazioni lavorative sono concluse dal datore di lavoro. L’idea è invece quella di introdurre anche la possibilità che sia il lavoratore stesso a contrarre le assicurazioni lavorative.

Non si tratta di sostituire il sistema attuale, ma di dare la possibilità in certi casi e a certe condizioni (da definire) di usare questo sistema. Questo approccio potrebbe rilevarsi utile, nei casi in cui il dipendente cambia spesso lavoro, ha lavori saltuari o è impiegato presso diversi datori di lavoro.

Reinserimento lavorativo degli invalidi psichici

Un concetto di guarigione non adatto alla malattia psichica

L’Assicurazione Invalidità usa un concetto di guarigione che è strettamente legato alla capacità lavorativa. Sul modello delle malattie fisiche, una persona che ricomincia a lavorare regolarmente, è considerata guarita e perde la rendita AI.

Questa visione differisce però totalmente dall’idea che ha il malato psichico. Chi ha un disagio psichico si sente sempre vulnerabile e costantemente a rischio ricaduta. Il malato psichico ha necessità di sentirsi protetto e assistito nel lungo periodo.

Verdi e bilaterali, retrospettiva

Nel documento programmatico sul tema dei bilaterali, approvato dal comitato dei Verdi del Ticino il 19 novembre del 2009, si ipotizzava che la Confederazione non sarebbe stata in grado di trovare soluzioni alle questioni aperte con l’Italia, specialmente quelle specifiche alla realtà ticinese. La Svizzera, con la globalizzazione e l’integrazione europea, aveva altre priorità e stava cercando soluzioni in un contesto sempre più multilaterale.

Piano aggregazioni

Il Consiglio di Stato ha presentato il 2 dicembre a Lugano il piano cantonale delle aggregazioni. Penso che abbia convinto l’approccio strategico, cioè quello di pensare alla creazione di nuovi comuni con una visione unitaria.

I successivi interventi del pubblico hanno invece fatto emergere le tre principali problematiche:

La forza del non dovere avere ragione

“La forza del non dovere avere ragione” è il titolo di un breve capitolo del libro “Mind Set” di J. Naisbitt che rileggo sempre volentieri. Si cita il cambiamento di Albert Einstein da studente irriverente a ricercatore umile che chiedeva a un suo collega di verificare se le sue teorie fossero qualcosa di più di “irrilevanti balbettii”.  Quando si assumono i ruoli di genitore, docente, capo, marito e moglie è facile scivolare nel dovere avere ragione. In politica poi l’avere ragione è istituzionalizzato, quante volte succede che un partito accolga positivamente una proposta di altri?

28 settembre 2011: una giornata storica

Un mio amico mi ha detto che il 28 settembre 2011 è stata una giornata storica. Per la prima volta è stato nominato un procuratore pubblico federale che non apparteneva a nessun partito. Una scelta quindi fra tutti i candidati disponibili e non nella cerchia ristretta del partito a cui era assegnato il posto. Un cambiamento epocale e indispensabile se vogliamo avere un’amministrazione efficiente. Sono sempre meno le persone affiliate ai partiti e i partiti sono sempre più piccoli numericamente.

How to permanently reduce public deficits (English)

Tax limits and refunding tax payers

In almost all countries, a vicious circle has been created whereby the more the State collects, the more it spends.
To stall the debt, limits are put on expenditure and borrowing. Then, the limits are reached and a lively debate ensues on whether to raise them, reduce spending or increase taxes. In reality, the limits tool (organized in different ways) is useful, but not always effective as it nonetheless enables the State to reach fixed limits, but then to bypass them by shifting expenditure and debts around in different ways.

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